Quale futuro per il sindacato



Quarto_Stato
TRA LIBERISMO, GLOBALIZZAZIONE, PENSIERO UNICO

 

 

Questo saggio di Mario Ricciardi (pubblicato sul numero 1-2 2018 della rivista “Articolo 33″) intende aprire un dibattito, si spera il più possibile ampio, sulle sfide e i dilemmi che stanno di fronte a chi svolge un ruolo di rappresentanza sociale, in primo luogo il sindacato.

Il sindacato, e la pluralità di soggetti che lo compongono, continua, nella crisi generale della politica e in un contesto globale oggettivamente complesso, a presidiare gli interessi dei lavoratori, in un mondo del lavoro profondamente cambiato.

L’autore propone la sua riflessione a partire da un’analisi storica, sia pure molto sintetica, delle tendenze socio-economiche degli ultimi 40 anni. E tenta di proporre alcune chiavi di lettura.

Tutto comincia negli anni settanta con la reazione conservatrice alla crescita del movimento sindacale e della sinistra e al modello inclusivo di stato sociale e di ampliamento dei diritti di cui erano portatori.

La caduta del muro di Berlino, oltre a portare una benefica onda liberatoria, mette in crisi l’ideologia comunista e socialista che tanto aveva contribuito a innovare la società e a diffondere il benessere. Il trionfo dell’ideologia liberista, con il suo carico di illusioni, manda in crisi anche il modello socialdemocratico.

Le crisi hanno fatto il resto. In particolare quella del 2008. La globalizzazione del potere finanziario, sempre più potente e pervasivo, ha di fatto condizionato la politica e gli stati al punto che proprio quei soggetti che hanno provocato la crisi hanno poi dettato le regole per farla pagare agli altri. Il liberismo ha salvato sé stesso.

Nel corso di questi decenni si sono sviluppati quelli che l’autore chiama “i dilemmi sindacali”.

Innovazioni tecnologiche, cambiamento dei rapporti di lavoro, aumento della precarietà, compatibilità tra costi e investimenti sociali, modelli di sviluppo, l’assenza di un’interfaccia politica e di produzione di idee… Questi alcuni titoli dei problemi con i quali il sindacato fa i conti. Le vie d’uscita? L’autore ne suggerisce alcune – richiamando il ruolo della conoscenza e dell’investimento in istruzione e ricerca –, nella convinzione che la nostra società abbia ancora un grande bisogno di rappresentanza sociale e di corpi intermedi.

Buona lettura


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