La sala di lettura di Valore Scuola

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola 2006-2009 pp. 168 - euro 18

Indice



Presentazione

I traguardi raggiunti di una stagione complessa

di Gianna Fracassi

Le buone premesse. Presentiamo, con questa pubblicazione, una raccolta completa dei testi contrattuali riferiti al comparto scuola, comprensiva dell’accordo relativo al secondo biennio economico 2008/2009. Questa stagione contrattuale si è aperta il 29 novembre 2007 con la sottoscrizione dell’accordo sul quadriennio 2006/2009 e sul primo biennio economico che ha portato a incrementi del 6,07% nel 2006-2007.
Sul piano normativo sono tante le novità di questo contratto: da una semplificazione nell’erogazione del fondo di istituto, allo sviluppo della previdenza complementare, alla formazione in servizio fino al miglioramento delle norme per il personale precario e al riconoscimento contrattuale dell’autonomia di ricerca per il personale docente.
Per quanto riguarda il personale Ata si è avviata una fase importante mediante l’apertura di una specifica sequenza che si è chiusa il 25 luglio 2008 e che è stata completata da due accordi attuativi, sottoscritti il 12 marzo 2009. La firma dei due accordi chiude, sul piano contrattuale, quelle parti lasciate aperte dalla sequenza Ata. Un passaggio importante per premiare quelle professionalità che in maniera più pesante hanno portato sulle spalle i cambiamenti in campo organizzativo. Il primo accordo attribuisce 12.000 posizioni organizzative al personale amministrativo e tecnico. Il secondo dà il via libera ai passaggi verticali (da A a B e da B a D), bloccati da molti anni per responsabilità del datore di lavoro. Dunque, un fatto importante a cui si è giunti dopo una trattativa complessa, ma che alla fine ha dato buoni risultati sul piano contrattuale e fa fare significativi passi avanti verso un percorso qualificante per il personale e per i servizi scolastici, investe in formazione e professionalità.
Le scelte unitarie in tema contrattuale hanno visto, però, una brusca battuta di arresto il 30 ottobre 2008, con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa sui contratti pubblici che ha previsto un aumento medio mensile lordo di 70 euro a fine biennio. La Cgil non ha firmato quel protocollo in quanto ha ritenuto inadeguati gli aumenti proposti rispetto al vertiginoso aumento non solo del costo della vita, ma anche dei carichi di lavoro del personale per effetto dei tagli dei posti. Inoltre, in quel protocollo il Governo non prendeva alcun impegno per risolvere la questione del lavoro precario né per ridurre la pressione fiscale.

Le intese separate e le conseguenze sul contratto. Il biennio contrattuale 2008/2009 è figlio di quell’Intesa e conferma tutte le riserve che la Cgil aveva espresso negando la propria firma. Gli aumenti del 3,2%, ben al di sotto dell’inflazione reale che nel solo anno 2008 si è attestata sul 3,3%, confermano l’inadeguatezza delle risorse disponibili per il rinnovo. Il fondo di Istituto viene ridefinito al ribasso producendo una riduzione delle disponibilità per il salario accessorio di docenti e Ata. Non si ravvisa alcun impegno concreto su utilizzo delle economie disponibili, sequenze contrattuali aperte, riduzione fiscale e miglioramento delle condizioni di lavoro del precariato. Queste ragioni ci hanno convinto che la firma del secondo biennio economico per la nostra organizzazione era impossibile. Il referendum su questo testo contrattuale, promosso dalla sola FLC, che si è svolto nei mesi di gennaio e febbraio e che ha coinvolto quasi 400 mila lavoratori, 250 mila in più rispetto ai nostri iscritti, ha dato un risultato inequivocabile: il 95 per cento dei votanti si è espresso per il no, per non sottoscrivere il secondo biennio economico.
La nostra contrarietà è sui contenuti, ma riguarda anche il metodo. Infatti il governo fin dai suoi primi provvedimenti ha messo chiaramente in evidenza il tentativo di invadere e regolare con legge aspetti definiti dalla contrattazione nazionale. La previsione ad esempio contenuta nella legge finanziaria 2009, relativa all’erogazione unilaterale degli incrementi retributivi o i provvedimenti previsti nella legge 169/08 ne sono esempi molto chiari. Durante la fase delle trattative, inoltre, la decisione del Ministro Brunetta di attribuire la quota dell’indennità di vacanza contrattuale in maniera unilaterale ha rappresentato null’altro che l’esemplificazione di quello che questo governo intende per contrattazione: delle mere e semplici concessioni senza nessun rispetto del ruolo e della funzione del sindacato. I provvedimenti di legge successivi, L. 15/2009 e la bozza di decreto legislativo attuativo, rappresentano la traduzione formale di questo atteggiamento.

Guardando al futuro. La stagione contrattuale che ci apprestiamo ad affrontare è fortemente condizionata oltre che dai provvedimenti menzionati anche dalla scelta condivisa da Cisl e Uil di ridefinire un nuovo modello contrattuale. Ci riferiamo all’accordo generale del 22 gennaio 2009 e all’intesa per i settori pubblici del 30 aprile 2009. Entrambi questi accordi non portano la firma della Cgil.
Per i nostri settori il combinato disposto di questi atti e delle leggi licenziate dal Governo produce una conseguenza gravissima: la rilegificazione del rapporto di lavoro, quindi la sottrazione alla disponibilità contrattuale di materie importantissime, riduzione del potere di tutela dei salari da parte del contratto, stretto tra l’indice Ipca (andamento dei prezzi esclusa l’energia) e le concessioni governative, la riduzione degli spazi e delle risorse per la contrattazione integrativa. A tutto ciò si deve aggiungere la scelta di prorogare le Rsu di scuola per un triennio, che in qualche modo prefigura uno stravolgimento di questo istituto contrattuale.
Di fronte a questo scenario la FLC Cgil non può che ribadire i principi che l’hanno guidata nella politica contrattuale negli ultimi anni. Questa presa di posizione non rappresenta una resistenza velleitaria al “cambiamento”. Al contrario esprime quelli che, a nostro parere, sono i concetti su cui si deve fondare l’azione sindacale: il primato della contrattazione, la tutela dei salari dei lavoratori e un sistema di rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Questi principi ci caratterizzano e sono il cuore e l’anima della Cgil e della FLC e per tali ragioni rappresenteranno i punti di riferimento nella costruzione della prossima piattaforma contrattuale.

 

Hanno collaborato alla presente pubblicazione: Americo Campanari e Anna Maria Santoro

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