Carlo Testi
Il collaboratore scolastico
La funzione educativa di una professione "non docente"pp. 80 - euro 10
Vi siete mai chiesti se esistono delle pubblicazioni che parlano delle professionalità ATA nella scuola dell’autonomia?
Questa domanda ce la siamo posta quasi spontaneamente un anno fa, quando anche noi della FLC abbiamo partecipato alla trattativa con l’ARAN sulla qualificazione del personale ATA.
Ci siamo resi conto, allora, che c’era un grande vuoto da colmare: il filone delle professionalità nei servizi della scuola. Era necessario un testo innovativo, agile, diversificato per professionalità per rispondere ai biso-
gni, sempre più complessi, dei lavoratori.
Attualmente sul mercato sono disponibili varie pubblicazioni su questo tema che si limitano a presentare queste figure professionali in maniera strettamente tecnica, amministrativa o giuridica. Come appare in alcuni
manuali sul CCNL, sul Regolamento di contabilità, sugli ordinamenti didattici o delle circolari ministeriali. Tutte cose necessarie, ma che non colgono l’aspetto identitario della professione, per cui rimane sempre qualcosa di
sfuggente e indefinito.
Con le nostre pubblicazioni, invece, abbiamo voluto esaltare proprio l’elemento professionale nella sua complessità, senza tuttavia darne una definizione precisa e chiusa. E questo è un bene, dal momento che l’organizzazione scolastica necessita oltre che di una definita professionalità, come risulta dal CCNL, anche di una certa versatilità, perché autonomia vuol dire innovazione, sperimentazione, flessibilità organizzativa e didattica. Sotto questo profilo il personale ATArappresenta una vera potenzialità
all’interno dell’autonomia scolastica: il cardine per migliorare l’accoglienza, la vivibilità e la sicurezza degli ambienti scolastici, l’efficienza dei laboratori, la gestione trasparente delle risorse, la correttezza delle procedure per la maggiore soddisfazione dell’utenza interna ed esterna. Tutti questi aspetti dipendono in gran parte dalla qualità della prestazione ATA.
Non abbiamo voluto ricalcare un modello calato dall’alto, ci interessava dare sopratutto degli stimoli per una maggiore autoderteminazione professionale.
Quando abbiamo cominciato a ragionare su un prodotto editoriale, eravamo dell’idea di affrontare questa problematica in un solo libretto, ma poi ci siamo resi conto che non sarebbe stato sufficiente e, pertanto, ci siamo allargarti alla progettazione di un’intera collana che prevede la pubblicazione di 5 manuali (e forse più), uno per ogni figura professionale: DSGA, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e uno per la gestione
delle procedure. In particolare, abbiamo insistito su quegli aspetti del lavoro che non vengono e neppure possono essere del tutto regolamentati da un CCNL o da un’Ordinanza Ministeriale.
A conferma della novità di questa collana sta inoltre il fatto che gli autori – formatori del progetto nazionale promosso dalla FLC insieme all’Associazione Proteo Fare Sapere ATA, un lavoro importante– sono stati quasi tutti reperiti al di fuori dell’ambiente sindacale, proprio con l’intento di cercare i migliori esperti del settore.
Vogliamo offrire a DSGA, assistenti e collaboratori strumenti di lavoro e di riflessione sulla relazione esistente tra i servizi e gli obiettivi e la qualità del Piano dell’offerta formativa.
Ci auguriamo che questa collana possa diventare un utile strumento di lavoro e di stimolo alla riflessione professionale e possa suscitare l’interesse di tutti gli operatori della scuola, considerando che il lavoro fra le diverse figure professionali (ATA, Docente e DS), per effetto delle pesanti riduzioni, dei tagli e dei maggiori bisogni dell’utenza, è sempre più intrecciato.
Anna Maria Santoro
FLCCgil nazionale