La sala di lettura di Valore Scuola

Carlo Testi Il collaboratore scolastico La funzione educativa di una professione "non docente"pp. 80 - euro 10

Indice

  • Presentazione - Un libro che parla alla professione
  • Introduzione dell`autore
  • L`autonomia scolastica
  • La comunità scolastica
  • La scuola luogo di costruzione di salute
  • Le 10 abilità fondamentali
  • Risoluzione di problemi
  • Cooperazione
  • Progettazione
  • Comunicazione
  • Sei mosse per risolvere i conflitti tra colleghi
  • L`accoglienza
  • Accoglienza e sorveglianza: tante facce di una prestazione
  • Problemi della comunicazione: alcuni esempi pratici
  • Rapporti con gli alunni
  • Rapporti con i genitori
  • Rapporti con colleghi e personale interno ed esterno
  • Vivibilità
  • Decoro e sicurezza
  • Conclusioni
  • schede
  • Il collaboratore scolastico nella contrattazione di istituto - di Alessandro Gabbrielli
  • Obbligo di vigilanza e responsabilità - di Isetta Barsanti Mauceri
  • L`integrazione dei disabili e il ruolo del collaboratore scolastico - di Renzo Liccioli
  • L`assistenza ai disabili e la somministrazione dei farmaci - di Luca Benci
  • La sicurezza della scuola, degli alunni e degli operatori - di Tonino Proietti


Introduzione dell`autore

Da più parti e sempre più spesso si sente dire che la figura del collaboratore scolastico non è necessaria e che, al suo posto, basterebbe una buona ditta di pulizie che, fra l’altro, costerebbe meno.
Da diversi anni si assiste anche a una progressiva diminuzione dei collaboratori scolastici che, nonostante alcuni interventi contrattuali finalizzati a un incremento della professionalità, provoca sempre maggiori
difficoltà nell’organizzazione del lavoro e ostacola un effettivo miglioramento professionale. Il taglio sempre più drastico e meccanico del numero dei collaboratori scolastici rende, di fatto, molto difficile, in una grande
quantità di istituti scolastici, il mantenimento di un buon livello nella gestione e nell’attuazione del servizio secondo i compiti previsti per i collaboratori scolastici, con carenze e vuoti che si ha facile gioco ad attribuire alla scarsa efficienza o addirittura all’inutilità di questo tipo di personale.
Non va inoltre sottovalutato il fatto che nelle nazioni in cui figure assimilabili al collaboratore scolastico, in special modo nel campo della sorveglianza, non esistono o sono troppo esigue, i fenomeni di bullismo nella scuola sono maggiori che in Italia. Altrettanto preoccupante è la perdurante e sempre crescente tendenza a considerare il personale ATA, in particolare i collaboratori scolastici, come personale non coinvolto né da coinvolgere nel processo di elaborazione e di attuazione del Piano dell’Offerta Formativa di ciascun istituto. Il più recente esempio di questa tendenza si trova nel
disegno di legge Aprea che, oltre a considerare un’anomalia le RSU, non prevede nessuna rappresentanza del personale ATA nel Consiglio di amministrazione degli istituti scolastici trasformati in fondazioni. Si deve comunque tenere presente che qualsiasi professionalità nella scuola, al di là di quanto previsto e determinato in negativo o in positivo da leggi e contratti, si esplicita meglio o peggio secondo il modo in cui le regole provenienti dall’esterno e quelle interne sono applicate nel contesto specifi-
co. Detto in altre parole, non bastano le regole esplicite (leggi, contratti, regolamenti) per assicurare un buon servizio e lo sviluppo di una buona professionalità.

Nelle pagine successive prendiamo in esame quali sono o possono essere quegli aspetti, professionali e personali, che facilitano una buona interazione con le regole esplicite e possono produrre miglioramenti professionali e dell’istituzione scolastica.

Carlo Testi



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