- Presentazione - Un libro che parla alla professione
- Introduzione dell`autore
- L`autonomia scolastica
- La comunità scolastica
- La scuola luogo di costruzione di salute
- Le 10 abilità fondamentali
- Risoluzione di problemi
- Cooperazione
- Progettazione
- Comunicazione
- Sei mosse per risolvere i conflitti tra colleghi
- L`accoglienza
- Accoglienza e sorveglianza: tante facce di una prestazione
- Problemi della comunicazione: alcuni esempi pratici
- Rapporti con gli alunni
- Rapporti con i genitori
- Rapporti con colleghi e personale interno ed esterno
- Vivibilità
- Decoro e sicurezza
- Conclusioni
- schede
- Il collaboratore scolastico nella contrattazione di istituto - di Alessandro Gabbrielli
- Obbligo di vigilanza e responsabilità - di Isetta Barsanti Mauceri
- L`integrazione dei disabili e il ruolo del collaboratore scolastico - di Renzo Liccioli
- L`assistenza ai disabili e la somministrazione dei farmaci - di Luca Benci
- La sicurezza della scuola, degli alunni e degli operatori - di Tonino Proietti
L`accoglienza
Passiamo adesso a un campo specifico, caratteristico della scuola, in cui la comunicazione assume un notevole rilievo, quello dell’accoglienza. È quasi scontato che l’Istituto scolastico si presenta a qualsiasi visitatore e ai genitori attraverso il personale addetto alla portineria che deve essere preparato per questo compito. Per la portineria occorrono conoscenze e competenze professionali specifiche anche attraverso ripetuti periodi di formazione. Occorre una buona conoscenza del funzionamento della scuola, un’attenzione specifica alle variazioni quotidiane dell’organizzazione (per
esempio gruppi di alunni in uscita, cambiamenti di orario, docenti assenti, visitatori, attività con partecipazione di personale esterno, disponibilità degli spazi, ecc.). Occorrono capacità comunicative anche di fronte agli estranei, in particolare la capacità di capire il bisogno di chi si rivolge alla portineria e non è a conoscenza del funzionamento della scuola. Ancor più questa capacità deve essere sviluppata in rapporto alla presenza di genitori non italiani integrandola con il supporto di informazioni tradotte in più lingue da fornire all’occorrenza.
C’è un altro aspetto dell’accoglienza che è meno immediato, ma, per certi versi, più importante nel buon funzionamento della scuola: l’accoglienza quotidiana degli alunni/studenti nei vari spazi dell’istituto. In questo caso il collaboratore può/deve avere un ruolo di “educatore naturale”ovvero di adulto attento ai bisogni materiali e relazionali degli alunni, un adulto che previene i rischi, che può diventare riferimento temporaneo di alunni con difficoltà, in particolare nei momenti in cui essi non sono in grado di sopportare qualcosa della loro situazione nella scuola. Nella realtà
quotidiana della scuola capita che in modo del tutto naturale, per la sua buona disponibilità, qualche collaboratore scolastico sia la persona a cui gli alunni/studenti si riferiscono per allentare la tensione, rilassarsi senza il timore di essere valutati. Questa disponibilità può diventare un modo di operare nell’istituto, e comunque va evitato l’atteggiamento opposto, ovvero la contrapposizione, il contrasto, la chiusura.
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