Napoli e i napoletani
Lucia Cioffi
Generoso Picone
I Napoletani
Laterza, 2005pp. 268euro 16
Poliedrica, contraddittoria, creativa, affiascinante ma anche respingente e degradata: cosi appare il volto ed il carattere di Napoli e per mutuazione dei suoi figli. Generoso Picone tenta una ricostruzione storica di questa percezione dualistica ed antitetica della citta e della sua anima. A partire dal 1799, quando una parte di una borghesia colta ed illuminata stava per concretizzare il sogno di una Repubblica Partenopea votata a realizzare gli ideali di giustizia sodale, di liberta civili e di sviluppo economico di cui fare partecipi tutti, anche i piu reietti della plebe napoletana. Invece il tentative rivoluzionario falli nel sangue della repressione restauratrice che vide la monarchia borbonica ottusa e proterva strumentalizzare ai propri fini la stessa gente povera e miserabile dei vicoli contro gli artefici del rinnovamento.
E già da allora che si delineano tre entità socio-culturali, borghesia intellettuale produttiva, classe politica al potere ed i ceti popolari indigenti che non riescono ad incontrarsi, per trovare insieme la capadta di progettare e realizzare occasioni di sviluppo reale. Ciascuna chiusa nelle sue "visioni": una cultura raffinata ma scarsamente pragmatica la prima; compattata in maggioranza sugli obiettivi di autoconservazione e tenuta dei privilegi del potere la seconda;
infine il popolo diseredato senza risposta alia volonta di riscatto, ma in piccola parte complice e a volte artefice di scordatoie proibite e violente verso un benessere di apparenza e di simboli ultraconsumistici, mutuati anche dal mondo dell'etere televisivo.
In questa profonda discrasia, anche I'elaborazione intellettuale, artistica ed imprenditoriale di moiti napoletani non trova terrene utile per attecchire. E tanti se ne vanno per realizzare altrove il proprio ingegno. Napoli soggioga i suoi figli in una sorta di presente senza tempo e di emergenza continua, anche se I'ironia li dota di una capadta di resistenza e di adattamento che e quasi un talento.
Torna alle Recensioni
E già da allora che si delineano tre entità socio-culturali, borghesia intellettuale produttiva, classe politica al potere ed i ceti popolari indigenti che non riescono ad incontrarsi, per trovare insieme la capadta di progettare e realizzare occasioni di sviluppo reale. Ciascuna chiusa nelle sue "visioni": una cultura raffinata ma scarsamente pragmatica la prima; compattata in maggioranza sugli obiettivi di autoconservazione e tenuta dei privilegi del potere la seconda;
infine il popolo diseredato senza risposta alia volonta di riscatto, ma in piccola parte complice e a volte artefice di scordatoie proibite e violente verso un benessere di apparenza e di simboli ultraconsumistici, mutuati anche dal mondo dell'etere televisivo.
In questa profonda discrasia, anche I'elaborazione intellettuale, artistica ed imprenditoriale di moiti napoletani non trova terrene utile per attecchire. E tanti se ne vanno per realizzare altrove il proprio ingegno. Napoli soggioga i suoi figli in una sorta di presente senza tempo e di emergenza continua, anche se I'ironia li dota di una capadta di resistenza e di adattamento che e quasi un talento.