L’idea di educazione che come associazioni sosteniamo è quella che cerca di realizzare una scuola aperta al mondo, non identitaria ed italocentrica, dove bambini e ragazzi sono protagonisti ascoltati, dove gli/le insegnanti non sono “magis” che impartiscono lezioni-interrogazioni-verifiche- valutazioni, ma organizzano percorsi ed esperienze significative. Una scuola che non sia sede di “trasmissione di conoscenze”, come si legge nelle IN 2025, ma di co-costruzione di saperi e competenze, una scuola inclusiva che non assuma il merito come valore e riferimento principale, una scuola per tutti e per ciascuno. Una scuola che emancipa, che mette in grado di sentirsi capaci di capire quello che ancora non si sapeva.
Per noi affermare che la scuola “mette la persona al centro” significa che bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono messi nella condizione di pensare con la propria testa, di interrogarsi, di cercare risposte, di leggere la storia attraverso i documenti e il confronto, ad essere sempre più cittadini del mondo.
La scuola autentica è quella che fa ricerca, che non si limita a ripetere percorsi già svolti ma che mantiene ciò che si è rivelato proficuo, che mette tutto in discussione e cerca, prova, sperimenta nuovi percorsi, sa aprirsi a nuovi saperi e conoscenze, a nuove “discipline-incrocio” che superano le suddivisioni delle vecchie materie.
Le Indicazioni 2025 sono un grave passo indietro per la scuola italiana. Concordiamo con Italo Fiorin che «quanto contengono di bello non è nuovo e ciò che è nuovo non è bello».
(dall’Introduzione al testo)
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