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Renato Fioramanti

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La vicenda è semplice, all’interno di uno schema classico di amore e morte. Il protagonista – l’io scrivente – coraggioso pilota d’aereo impegnato nei raid contro basi militari nemiche – incontra casualmente, negli intervalli dei cruenti giochi di morte e distruzione di cui è brillante attore, una giovane donna bellissima quanto misteriosa, appartenente al popolo nemico e legata alla tradizione di una cultura e una società di cui l’aviatore è intransigente avversario. Ma, muovendo dai campi opposti, i due si incontrano, si ritrovano anzi: quasi, anime perse, fossero guidate da un destino ineluttabile, insieme dolcissimo e feroce. Dolcissimo perché accompagna la conoscenza reciproca, e quindi la curiosità, l’interesse, l’attrazione, la congiunzione su cui la narrazione si costruisce, con un crescendo che intriga il lettore, affascinandolo. Feroce perché nella storia non c’è lieto fine (come nelle storie di vita vissuta, non c’è mai, è solo illusione!) e la conclusione è, inevitabilmente, nell’arenarsi del sogno nella cruda realtà del quotidiano.
(dalla prefazione di Giorgio Patrizi)

 

Renato Fioramanti (1920-2015), romano, laureato in ingegneria, pilota su CR.42 Falco sul fronte greco-albanese durante la II guerra mondiale, è stato funzionario tecnico di una grande industria. Questa è la sua prima opera letteraria, alla seconda ristampa. Il suo secondo romanzo: S’IGNORANO LE CAUSE DELL’INCIDENTE (edizioni Jouvence, Roma 2003, 256 pp., 15 ill.) è stato scritto sotto lo pseudonimo di Renato Mondelli Simarti.

 

Giorgio Patrizi insegna Letteratura italiana nell’Università del Molise.

 

Il romanzo è ispirato a eventi realmente accaduti.

 

ISNB  978-88-95920-93-1


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