Gli ingranaggi del potere Il caso dell'anarchico Acciarito attentatore di Umberto I

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Argomenti: Storia e cultura
Codice ISBN: 979-12-81898-35-6
304   2026

È raro, in sociologia, l’uso di documenti d’archivio affiancati dalla lettura di giornali dell’epoca, al fine di interpretare un particolare evento nel suo pieno significato. È questo il metodo seguito dagli autori impegnati nella difficile ricostruzione dell’attentato di Pietro Acciarito contro Umberto di Savoia, e delle conseguenze occorse nel periodo fra il 1897 ed il 1908.

A Roma si hanno all’epoca vari rivolgimenti. Nel 1907 prende il posto di sindaco, a capo di una giunta di sinistra, Ernesto Nathan. Capo del governo è Giovanni Giolitti.

L’ attenta e documentata ricerca porta a una reinterpretazione del caso Acciarito, dà un senso alle lacune, mostra le conseguenze politiche di un episodio doloroso, ma di per sé chiaro. La sociologia ufficiale, nella persona di Sighele, inseriva la figura dell’attentatore nell’alto tasso di criminalità della cittadina di Artena, luogo di provenienza di Acciarito, artigiano ribelle, anarchico, fallito, inurbato a Roma.

Ora un’analisi avvertita propone il caso Acciarito come il detonatore occasionale per manovre conservatrici e autoritarie, cui le leggi crispine del 1894 hanno dato spazio: Acciarito viene reinterpretato, diviene la pedina di un gioco le cui regole gli sfuggono, gioco che chiama in causa e interessa la gestione del potere, il modo di governare. Da un caso personale si passa alla caccia agli anarchici e ai socialisti. Da un lato si fa balenare l'idea della grazia sovrana – per chi sia pentito, e lo dimostri con i nomi dei possibili complici – mentre dall’altro non ci si fa scrupolo di utilizzare la famiglia e la donna di Acciarito al fine di montare un caso politico a più vasto respiro.

Si tratta di un episodio storico, ma le analogie col presente si affacciano alla mente del lettore consapevole.

 

Marcello Santoloni, prima assistente di Sociologia nell’Universita di Padova, diviene nel 1971 docente di Sociologia nell’Universita di Roma. Oltre a saggi su varie riviste, ha pubblicato L’organizzazione sociale del consenso, ESI, Roma, 1973; I processi di interiorizzazione delle norme di condotta sociale: la riproduzione del consenso sociale, ELIA, Roma, 1974 (II ediz. ampliata); Escluso di Stato, Savelli, Roma, 1976. Per molti anni si è occupato di studiare le istituzioni totali.

Nicola Marcucci, docente di Scienza umane e sociali, attualmente è titolare di corsi dell’Università Popolare “Michele Testa“ di Roma. Ottenuto nel 1961 l’incarico di insegnante ad Artena (Roma), venne eletto Consigliere comunale nella stessa cittadina e iniziò a occuparsi del caso Acciarito. Nel tempo ha ricoperto numerosi incarichi amministrativi: è stato designato e eletto in tutti i gradi del decentramento amministrativo del Comune di Roma. Impegnato in attività culturali, politiche e sindacali, è stato tra l’altro, unitamente al sociologo Roberto Giammanco e ad altri intellettuali, fondatore e primo Rettore dell’Università Popolare “Michele Testa“.

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