Un nuovo Quaderno di “Articolo 33″

La ricerca non può avere frontiere



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Il Parlamento europeo dovrà approvare il nuovo Programma Quadro “Horizon Europe” che  si svilupperà dal 2021 fino al 2027 con un budget di 100 miliardi di euro. In continuità con l’attuale Horizon 2020, si fonda su tre pilastri: open science, sfide globali e competitività industriale, innovazione. Il primo pilastro disporrà di finanziamenti per la ricerca fondamentale, la mobilità dei ricercatori e le infrastrutture. Il secondo pilastro comprenderà attività di ricerca in cinque ambiti: salute; società sicura e inclusiva; digitale e industria; clima energia e mobilità; cibo e risorse naturali. Il terzo pilastro è dedicato allo sviluppo dei risultati dell’innovazione per rafforzare la posizione dell’Unione Europea come leader mondiale della ricerca.

I risultati della ricerca in tutti i campi, dalla medicina alla telecomunicazioni, possono migliorare la vita dei cittadini. Sui risultati e le ricadute del lavoro dei ricercatori si giocano le sfide tra le grandi potenze e la loro (discutibile) competizione. Di fronte a colossi come gli Stati Uniti e la Cina, l’Europa deve fare fronte comune. Il sovranismo impoverisce. E’ interesse di tutti gli europei che gli Stati collaborino per la riuscita del programma. Per questo è importante che dalle prossime elezioni esca un Parlamento aperto e sensibile a questi problemi.

In questo Quaderno di “Articolo 33″ si cerca di spiegare i contenuti del prossimo Horizon Europa, il perché è importante la collaborazione internazionale, i benefici che tutti i paesi potrebbero trarre da una nuova idea di sviluppo che poggi davvero su ricerca e innovazione.

L’Europa senza la scienza perde sé stessa.

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