Nel numero 31 di Pepeverde la letteratura per ragazzi torna a interrogarsi sul presente, sulle trasformazioni della società e sulle domande che riguardano più da vicino bambini e adolescenti. Violenza giovanile, educazione affettiva, gentilezza, scuola, lettura, intelligenza artificiale e nuovi linguaggi si incontrano nelle pagine della rivista, insieme alla forza delle storie, della fantasia e delle immagini.
Il numero si apre con una riflessione su giovani, violenza, educazione affettiva e gentilezza. Paola Parlato parte dalle parole della buona educazione per interrogarsi su ciò che è cambiato nel modo di comunicare e di stare con gli altri. Anna Maria Villari intervista Patrizia Meringolo sulla violenza tra adolescenti, sulla sua spettacolarizzazione e sulla responsabilità degli adulti. Mario Martone e Nadia Riccio affrontano il tema dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, mentre Elisa Spadaro presenta Nilsson, una nuova rivista per l’infanzia. A completare la sezione è il contributo di Anna Oliverio Ferraris dedicato all’educazione sessuo-affettiva.
La lettura entra poi direttamente nella scuola, con Beatrice Bramini che racconta esperienze di lettura e scrittura e Elisabetta Vanzetta che presenta gli Story Sacks, strumenti capaci di trasformare l’incontro con i libri in un’esperienza ricca di possibilità.
Tra le novità del numero c’è “Se questo accade a…”, una nuova sezione che porta Pepeverde dentro i territori per raccontare realtà, progetti e persone che fanno della cultura un’occasione concreta di partecipazione. Si parte da Maccarese, dove Giuseppe Fiori racconta la storia e l’esperienza della Biblioteca dei Piccoli, e da Colli Aniene, con Martina Polimeni che presenta l’Università Popolare Michele Testa.
Il viaggio prosegue attraverso fumetto, illustrazione, editoria e grandi protagonisti della letteratura per ragazzi. Padre Stefano Gorla racconta Andrea Pazienza e il suo rapporto con il fumetto; Franca De Sio accompagna i lettori alla scoperta della Cina attraverso colori, odori e immagini; Fernando Rotondo torna sulla figura di Kaspar Hauser. Ferdinando Albertazzi ripercorre invece i primi 25 anni di Orecchio Acerbo, attraverso il colloquio con Fausta Orecchio e Simone Tonucci.
Uno dei temi più attuali del numero è il confronto tra intelligenza umana e artificiale, affrontato da don Giuseppe Pani a partire dal rapporto tra giovani, linguaggi e nuove tecnologie. E poi Pinocchio, osservato attraverso gli occhi degli illustratori da Paolo Gheri e attraverso la particolare vicenda di Antonio Rubino raccontata da Ermanno Detti. Giuseppe Assandri, in dialogo con Rebecca de Grandis, presenta inoltre l’esperienza di Officina Babùk e dei suoi libri in simboli, pensati per rendere la lettura accessibile a tutti.
La sezione “La mia grammatica della fantasia”, curata da Giuseppe Assandri, mette insieme quattro voci – Fulvia Degl’Innocenti, Marco Tomatis, Daniela Palumbo e Pino Pace – per parlare di storie, invenzione, realtà e dei diversi modi in cui una storia può essere raccontata.
Nella sezione “Strumenti”, Ermanno Detti dedica un approfondimento a Domenico Volpi, mentre Giuseppe Assandri si occupa degli albi di Sofia e Mattia di Alberto Pellai.
Chiudono il numero le schede, con gli approfondimenti di Paola Parlato sulla storia di Gaza e di Amanda Primi sul costo della libertà.
Un numero che attraversa temi diversi e linguaggi differenti, ma che mantiene al centro una stessa idea: i libri possono aiutare a conoscere meglio il mondo, a porsi domande e a trovare nuovi modi per raccontarlo.
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Edizioni Conoscenza con la rivista Pepeverde... leggi tutto »